Fiamo: «Basta fake news sull'omeopatia: false le conclusioni del report australiano del 2015»

«Da anni le prove sull'omeopatia vengono riportate in modo scorretto al pubblico e ai decisori, dando sempre più forza alla falsa affermazione che non esiste alcuna prova valida del fatto che l'omeopatia funzioni»: lo afferma la Fiamo, Federazione delle associazioni e medici omeopati in una nota che richiama lo studio australiano pubblicato nel 2015.

10 Ottobre 2019

«Da anni le prove sull'omeopatia vengono riportate in modo scorretto al pubblico e ai decisori, dando sempre più forza alla falsa affermazione che non esiste alcuna prova valida del fatto che l'omeopatia funzioni»: lo afferma la Fiamo, Federazione delle associazioni e medici omeopati in una nota che richiama lo studio australiano pubblicato nel 2015.

«Ora abbiamo la prova che ciò è accaduto ancora una volta, addirittura con un rapporto commissionato dal Governo Australiano, il cosiddetto rapporto australiano NHMRC: pubblicato nel 2015, è citato da tutti i detrattori dell’omeopatia come la prova definitiva della sua inconsistenza, in quanto si chiudeva con la sentenza che “nessuna buona sperimentazione ha trovato l'omeopatia efficace per alcuna patologia. In realtà il lavoro sull’omeopatia era incominciato nel 2010 ed era stato prodotto un primo report, anche questo ovviamente finanziato dal contribuente australiano, la cui esistenza non era mai stata rivelata dal NHMRC - prosegue la nota della Fiamo - L’esistenza di questo primo rapporto è stata scoperta solo a seguito della richiesta redatta conformemente al FOI (Freedom of Information). Nonostante le ripetute richieste, per quattro anni l’NHMRC ha resistito a pubblicare il primo report, e solo nell’agosto 2019 ha dovuto tirar fuori dal cassetto questa prima versione, redatta nel 2012 e poi ignorata. Il rilascio del primo rapporto è una "vittoria" per i pazienti, i responsabili delle decisioni e tutti coloro che credono nella trasparenza. Questa bozza di report ha trovato prove incoraggianti per l'efficacia dell'omeopatia per cinque condizioni, cioè fibromialgia, otite media (infezioni dell'orecchio), infezioni delle vie respiratorie negli adulti , ileo post-operatorio e per gli effetti collaterali del trattamento del cancro (prevenzione di dermatite acuta durante la radioterapia e la stomatite indotta dalla chemioterapia)».

«I pazienti hanno il diritto di sapere»

«I pazienti che soffrono di queste condizioni hanno diritto di sapere che la ricerca suggerisce che l'omeopatia può aiutarli - si legge ancora - I ricercatori devono anche sapere quali strade sono più promettenti in termini di identificazione di nuovi trattamenti clinicamente efficaci; rapporti come questo sono estremamente importanti per identificare quali condizioni e trattamenti medici sono stati trovati efficaci in alcuni studi e sono quindi degni di ulteriori indagini. La ricerca richiede finanziamenti e risorse significativi. La falsa affermazione del NHMRC nel rapporto sull'omeopatia del 2015 secondo cui nessuna buona sperimentazione ha trovato l'omeopatia efficace, ha ingiustamente danneggiato la reputazione dell'omeopatia, rendendo molto più difficile la realizzazione di nuovi studi di ricerca in questo campo a causa dell'errata percezione che si tratti di "vicolo cieco terapeutico". Ripercussioni di un così critico giudizio “governativo” si possono riconoscere nell’atteggiamento recente del governo spagnolo contro l’omeopatia o della decisione del governo francese in merito ai rimborsi dei farmaci omeopatici».

Rapporti, documenti e prove

«La prof. Anne Kelso, amministratore delegato della NHMRC, ha finalmente ammesso che "Contrariamente ad alcune affermazioni, la revisione non ha concluso che l'omeopatia era inefficace" (Dichiarazione del CEO, 26 agosto 2019). E’ stata anche rivelata l'identità dell'autore del primo rapporto: si tratta della professoressa Karen Grimmer, una scienziata "esperta" molto rispettata – membro del team che ha codificato il metodo utilizzato per valutare le prove (il metodo raccomandato dal NHMRC in quel momento). La prima bozza del rapporto ha trovato alcune buone prove per cinque condizioni mediche. Questo è esattamente ciò che ti aspetteresti da un campo emergente come l'omeopatia che, sebbene in uso da circa 200 anni, è stata investigata solo di recente usando tecniche che soddisfano i moderni standard di ricerca. Sono ovviamente necessari ulteriori studi per confermare questi risultati, ma alcune prove sono molto diverse da nessuna prova. È giunto il momento di porre fine a questo trend di dichiarazioni false e tendenziose sull'omeopatia e di trattare finalmente l'argomento in modo equo e oggettivo».

di Terra Nuova


Forse ti interessa anche: